Riflessioni sul Natale
Nel lontano Natale del 1917, mentre era in corso la Prima guerra mondiale mio nonno, un giovane di 27 anni, morì ucciso sul Carso. Per mia madre, orfana a due anni, il Natale ebbe, per tutta la vita un sapore amaro, perché quel colpo di mitraglia la segnò per sempre. Ricordo anch’io un mio Natale a due anni: eravamo nel 1943, questa volta era in svolgimento la Seconda guerra mondiale. Sfollata in un paesino della Toscana aspettavo mio padre, che era stato catturato dai tedeschi, che lo avevano messo al lavoro coatto. Io e mia madre facevamo la fame ed invano guardavo le salsicce attaccate al soffitto, appartenenti ai proprietari della casa che ci ospitava . In quella casa fredda, la mattina di Natale, arrivò un raggio di sole: era mia nonna paterna ,che aveva percorso più di venti chilometri un po’ a piedi e un po’ su mezzi di fortuna in mezzo ai bombardamenti e mi aveva portato in dono due salsicce ed un panierino di fil di ferro coperto di gesso bianco come neve, rimasto fortunatamente intatto . Quel Natale del 1943, un Natale di guerra è stato il più felice della mia vita. Auguri per un Natale 2009 pieno di pace .
Maria Grazia Verzani
