Hitler, Mussolini, Santa Marinella e il Patto d’Acciaio

venerdì, 18 aprile 2008, 8:13 | Category : Storia
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L’8 maggio 1938 Hitler assistette a delle manovre militari fra Civitavecchia e Santa Marinella. Alla fine di queste fu ospite del re, Vittorio Emanuele III, e del duce, Benito Mussolini, al Castello Odescalchi di Santa Marinella per una colazione.
Il fuhrer è in visita ufficiale in Italia dal 3 e vi rimarrà fino al 9. Il papa, Pio XI, si è rinchiuso a Castelgandolfo per non incontrare il dittatore tedesco. La visita è un continuo susseguirsi di incontri, di visite culturali (Hitler è affascinato dalle bellezze artistiche del nostro Paese), di sfilate militari. Le esercitazioni aeronavali e terrestri erano previste per il 7 maggio (come attesta il depliant originale pubblicato sul mio recente libro sul fascismo a Civitavecchia) ma il maltempo costringe il cerimoniale a rimandare tutto al giorno dopo.
L’affermazione che il funesto e insanguinato Patto d’Acciaio nasca a Santa Marinella durante quella colazione al Castello Odescalchi non è suffragata da nessuna testimonianza nelle memorie dei maggiori partecipanti all’evento come Galeazzo Ciano, ministro degli esteri italiano, che ricorda che all’inizio della visita tedesca sottopose al suo collega nazista, Von Ribbentrop, “uno schema di accordo volto a garantire formalmente il rispetto delle frontiere comuni e a stabilire con precisione e tutelare i rispettivi interessi nel settore danubiano-balcanico”. Il 12 marzo le truppe tedesche avevano oltrepassato i confini con l’Austria. Si realizzava l’Anschluss che inquietava Roma per le possibili influenze naziste sull’Alto Adige.
Nelle memorie dell’interprete ufficiale tedesco, Paul Schmidt, leggiamo che:
“Negli otto giorni del viaggio, tra ricevimenti nelle reggie, banchetti ufficiali e manifestazioni spettacolari che si susseguirono quasi incessantemente, ebbi relativamente poco da fare come interprete…. La.. principale ragione del mio lavoro relativamente scarso durante tutto il viaggio fu il riserbo degli Italiani. Mussolini e Ciano sfuggivano visibilmente da ogni serio discorso politico, che ogni tanto Hitler e più ancora Ribbentrop, cercavano di intrecciare.”
Come scrive Renzo De Felice (Mussolini il duce. Lo stato totalitario 1936-1940, capitolo V, passim, da cui sono tratte tutte le citazioni), confermando la tesi dello storico M. Toscano, la parte politica della visita di Hitler fu assai modesta e più simile ad un balletto d’opera buffa.
Il Patto d’Acciaio è il terribile frutto dei numerosi incontri fra i due dittatori, fra i ministri degli esteri e della difesa delle due nazioni, avvenuti a partire dal 1933, anno d’insediamento di Hitler. Il 25 marzo 1939 il dittatore nazista scrive al collega fascista sollecitando un’alleanza militare. L’ultima accelerazione fu data da Mussolini nel 1939, ad un anno esatto dagli incontri romani del 1938, quando ordinò a Ciano, che era a Milano con Ribbentrop, di definire un trattato di alleanza fra le due nazioni. Il suggello risolutivo ed ufficiale fu messo a Berlino il 22 maggio 1939, tre mesi dopo scoppierà la Seconda guerra mondiale con l’invasione nazista della Polonia.
Non capisco pertanto tutta questa smania di appropriarsi della paternità geografica di questo patto scellerato. A quel pranzo era presente il re Vittorio Emanuele III che definiva il dittatore nazista “una specie di degenerato psico-fisico”, il podestà Del Greco ed altre minori autorità civili e militari della zona. Ci sembra veramente poco probabile che di fronte ad essi e in un tempo molto ristretto Mussolini ed Hitler abbiano raggiunto l’accordo fatale. La visita del fuhrer in realtà, scrive De Felice: “determinò o fece maturare nelle settimane e nei mesi successivi una serie di iniziative di politica interna ed estera che, pur non essendo né decisive né irreversibili, condizionarono pesantemente la realtà e l’immagine del regime in Italia e all’estero e le ulteriori scelte mussoliniano.”
Il 14 luglio 1938, a settanta giorni dal pranzo di Santa Marinella, è pubblicato anonimo il “Manifesto degli scienziati razzisti”. Il 28 luglio Pio XI espone la sua preoccupazione per gli atteggiamenti razzisti che si stanno manifestando in Italia. Il 5 agosto esce “La difesa della razza” di Telesio Interlandi. Il 1 settembre 1938 sono stabiliti dal governo fascista, e firmati dal re, una serie di provvedimenti contro gli ebrei. E’ la grande vergogna del fascismo italiano e della real casa Savoia. Il 1938 non è certamente un anno felice per il nostro Paese e credo che non sia interesse di nessuna città italiana rivendicare primati attinenti ai rapporti fra Hitler e Mussolini, due dittatori che tanto male addossarono ai loro rispettivi popoli e a tutti i popoli europei e mondiali.

2 Comments for “Hitler, Mussolini, Santa Marinella e il Patto d’Acciaio”

  1. 1Alessio R.

    Buongiorno, avrei recentemente acquistato da uno svuotacantine quello che sembra essere il citato volantino bilingue del vostro articolo. Sareste interessati? Grazie. Saluti

  2. 2cappellonero

    Si certamente ma vorrei visionarlo mandami qualche foto a brzgst75@yahoo.it
    ciao

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