Santa Marina, l’eponima della città di Santa Marinella

Da oggi inizia a collaborare con noi il Prof. Livio Spinelli di Santa Marinella con materiale sulla vicina cittadina.

La mia famiglia conta ormai sei generazioni da quando i primi coloni – fra i quali mio bisnonno e mio nonno Giulio Candelori – arrivarono a S.Marinella, all’epoca divisa in frazione di Tolfa e di Civitavecchia. Essendo orami nati figli, nipoti e pronipoti stiamo ormai prossimi a diventareSanta Marina a Cipro “santamarinellesi di sette generazioni”. Come cittadino di Santa Marinella ho sempre desiderato conoscere la storia della mia città. In questo mi sono state di grande aiuto le ricerche di Silvio Caratelli, grazie alle quali ho trovato puntuale riscontro ai racconti dei miei nonni, testimoni diretti della nostra storia moderna. Ma la storia più antica di questa città neanche loro la conoscevano.
“Perché S.Marinella ha questo nome, ma festeggia San Giuseppe?” Chiese una volta mio padre al dott. Caratelli, all’epoca Sindaco del nostro giovane comune, fondato il 12 ottobre del 1949 e il dott. Caratelli ci narrò un racconto meraviglioso di una giovane ragazza del Medioriente di nome Marina che, presentandosi in sembianze maschili, fu accolta in un convento di monaci e prese gli ordini religiosi. Un giorno, però, Marina fu accusata da una donna menzognera d’averla resa madre, e quindi venne espulsa dal convento, tuttavia neanche questa accusa la indusse a rivelare la sua vera identità, preferendo vivere di stenti e allevando il bambino che alla nascita le fu affidato. Quando morì, i monaci, al momento della sepoltura, scoprirono il segreto, capirono il sacrificio da lei subito per l’ignobile calunnia, e la fecero Santa. Fin d’allora fui affascinato da questa storia che potei rileggere quando fu stampata in un libro di Rodolfo La Rosa. Su indicazione del Dr. Caratelli mi recai a Venezia nella Chiesa di S. Maria Formosa a visitare l’altare di Santa Marina – Patrona di Venezia insieme a S.Marco – dove è visibile il corpo della santa, sovrastato da una pala del pittore Lattanzio Querena. Il parroco – saputo che venivo da S. Marinella – mi fece omaggio di un libro, confermandomi che la santa Marina indicata nel calendario il 18 giugno e il 17 luglio (dies natalis il primo e il secondo della traslazione da Costantinopoli a Venezia, avvenuta nel 1231) è proprio la stessa che ha dato il nome alla nostra città intorno all’anno Mille. Il suo culto fu qui portato da una comunità di monaci Basiliani. Nello stesso periodo altri monaci basiliani, con alla testa San Nilo Egumeno, proveniente dalla Magna Grecia, fondavano l’abbazia di Grottaferrata.
Le mie ricerche continuarono in Egitto dove alcuni amici mi fecero incontrare un vescovo copto il quale mi diede ulteriori informazioni su Santa Marina, patrona dei patriarchi maroniti del Libano. Proseguendo nel mio viaggio in Palestina e Israele ebbi notizia del monastero di Qannoubine, in Libano, sito sulla grotta dove visse Santa Marina, di fronte alla quale, per secoli, furono sepolti i patriarchi maroniti. Nonostante l’invito del caro amico libanese Farkoush il mio viaggio si fermò a Ramallah per problemi di visto. Grazie a loro ho comunque ottenuto la documentazione che cercavo, per concludere il mio libro, che comprende gli itinerari della diffusione del culto di S.Marina e consente di vedere Santa Marinella in una nuova prospettiva mediterranea, inserita dalla notte dei tempi, in una ben delineata rotta di scambi commerciali, culturali e religiosi a partire dalla dea fenicio-libanese Astarte di Pyrgi, proseguendo con la nostra Santa Marina del Libano, fino a giorni nostri con Madre Crocifissa Curcio (beatificata nel 2004 da Papa Benedetto XVI) , anch’essa giunta a Santa Marinella dalla Magna Grecia. Ci sono, inoltre, profondi legami tra la nostra Santa Marina e San Francesco, nel contesto di quei santi che furono detti “folli” o “giullari”. Il libro fra l’altro è corredato da uno studio iconografico sui dipinti della santa nelle chiese rupestri, in particolare quelli della gravina di Massafra, nel Salento, nonché quelli rinvenuti nei resti dell’antico monastero basiliano di Delianuovo, unico esempio documentato di sinecismo in Italia. A corredo di questo articolo anticipo una pagina del mio libro relativa ad un manoscritto ritrovato nel 1999 nel Monastero di Qannoubin, contenente una Ode a Santa Marina in lingua Garshuni (arabo scritto con caratteri siriaci) e relativa traduzione. Il manoscritto può essere datato a prima del 1823, perché dopo tale data la lingua Garshuni non fu più usata nel Monastero di Qannoubin. Mi auguro che questa mio lavoro su Santa Marina sia di stimolo ai giovani ricercatori per approfondire ancora di più gli studi sugli eventi che diedero origine alla nostra città. Nel frattempo sto esaminando molto materiale raccolto in anni passati sulla santità femminile a Santa Marinella, dall’antichità ai giorni nostri, sperando anche in questo caso di far luce.

Parte dell’Ode a Santa Marina scritta in Garshuni

Parte dell’Ode a Santa Marina di Cipro

8 Comments for “Santa Marina, l’eponima della città di Santa Marinella”

  1. 1umberto iacolucci

    sig livio spinelli,
    forse ho “qualcosa” per lei su santa marina e riguarda la santa marina di ardea,
    ci scambiamo osservazioni?
    saluti uiacolucci

  2. 2umberto iacolucci

    per sig livio spinelli,
    da umberto iacolucci su santa marina di ardea, cell, 3471129145 / 069135805

  3. 3umberto iacolucci

    peccato, ho cercato un inutile collegamento,
    se, se veramente interessa il suo comune “santa marinella” ha secolari legami con ardea, “novo catrum” presso santa marinella, è stato fondato dai rutuli di inui, il porto di ardea e i legami proseguono con l’evangelizzazione dei monaci basiliani di ardea/grottaferrata.
    agli albori del XVII secolo i pescatori di ardea attraccavano ai due approdi località visibili ad occhio nudo.
    peccato; una speranza appassita. umberto iacolucci.

  4. 4Livio

    Gentile Umberto, Le ho appena inviato una mail dopo che ci siamo sentiti telefonicamente. Saluti Livio

  5. 5Ascanio

    sig. Spinelli,
    ho appena letto questo interessantissimo articolo su Santa Marina e sono molto interessato alla sua storia.

    Nel mio paese d’origine, un piccolo paese in provincia di Lecce (Ruggiano frazione di Salve), la santa è venerata da secoli e in passato ha alimentato un culto molto sentito nel basso Salento. Vorrei avere maggiori informazioni su come e dove sia possibile acquistare il suo libro.

    Cordiali saluti.

  6. 6umberto iacolucci

    possibile che non si possa concludere qualcosa con santa marina? questa santa è particolare per la sua storia e merita un giusto approfondimento su questo argomento si è interessato un parroco di ardea, don Roberto baldassarre oggi parroco di una chiesa bresciana.
    se siete interessati o interessato contattatemi possiedo una particolare documentazione e sono disponibile,
    3471129145- 069135805
    at salut

  7. 7Livio

    Gentile Umberto, Le INVIAI UNA MAIL ma non mi è mai pervenuta una Sua risposta linux747@yahoo.com Saluti Livio

  8. 8umberto iacolucci

    riapriamo contatto. inaspettate scoperte fatte dal custode antonio marcomei all’interno della chiesa di santa marina di ardea meritano interessamento in quanto santa marina di ardea et santa marinella hanno comune percorso storico e religioso.se, se argomento interessa 3335266055 aggiungo che cognome caratelli est appartenente a famiglia storica di ardea. scusare lungo intervallo silenzio ma percorso nostra vita est altalenante. at salu uiacolucci. preferisco contatti whatsApp.

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