Quando occorreva il passaporto per andare a Firenze

lunedì, 18 giugno 2012, 14:19 | Category : Patrimonio
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25 marzo 1859 una  data assolutamente sconosciuta ma importantissima per la nostra città: veniva inaugurata la tratta ferroviaria Civitavecchia – Roma, una delle prime nello Stato Pontificio.

Fu la lungimiranza di Papa PIO IX a volere tanto progresso, il Pontefice precedente – Gregorio XIV – infatti era fortemente contrario alla “macchina infernale” al punto di imporre ai sacerdoti, durante la confessione, di negare l’assoluzione a chi l’avesse utilizzata.

PIO IX riteneva invece che il progresso dovesse correre sui binari e nella nostra città trovò molti sostenitori: già nel 1837 Pietro Manzi ipotizzava la costruzione di una via ferrata che collegasse Roma al suo porto, dopo di lui anche l’Avv. Benedetto Blasi, caro amico di Stendhal si batté fortemente per questa causa.

Treno papale del 1858

La tratta di 80 km circa, fu disposta dopo numerose polemiche: al percorso interno nei pressi di Cerveteri fu preferito quello attuale con le stazioni di posta già disponibili e le antiche rovine ancora in vista. A questo proposito fu stabilito che, in caso di ritrovamenti di carattere archeologico un terzo sarebbe andato al Governo Pontificio ed il resto alla Società costruttrice.

Il viaggio inaugurale partì alle 6,30 del mattino con numerosi pescatori a bordo, che consegnarono il pesce freschissimo della nottata al Santo Padre in segno di ringraziamento: il convoglio arrivò alle 9,30 alla Stazione di Porta Portese, prima stazione ad essere collegata.

La documentazione di viaggio era caratteristica, non essendoci la foto occorreva specificare dettagliatamente il tipo di bocca, la fronte, i baffi, la barba o la corporatura; durante il viaggio, inoltre, i passeggeri venivano ricontrollati ad ogni stazione di Posta ed in caso di sosta, anche di una notte, era necessaria la “ carta di soggiorno”.

Passaporto

Viaggiare non era così semplice considerando poi che l’Italia ancora non era unita,  per poter visitare una città come Firenze occorreva addirittura il Passaporto!

Per proteggere la Stazione fu costruita, ad opera del Genio Civile Francese, una nuova cinta muraria, che possiamo ancora ammirare di fronte al Pirgo: proseguiva verso Borgo Odescalchi e girava sul ponte a quattro arcate che ora chiamiamo non a caso “ delle quattro porte”.

In ricordo delle mura e dell’opera di PIO IX fu posta una lapide, che ora giace dimenticata e sbiadita sotto il Piazzale Marco Galli.

La stazione invece fu inaugurata nel luglio del 1860, costituita da una tettoia metallica con enormi vetrate; fu progettata in Francia, trasportata per vie fluviali fino a noi e montata come un grosso Lego. Lo stesso giorno il Santo Padre venne in visita ufficiale con il suo treno speciale composto dalla Balconata per benedire i fedeli e da un vagone con la Cappella privata.

La stazione di Civitavecchia nel 1860

I viaggiatori invece potevano scegliere tra tre diverse classi, abbastanza spartane: chi utilizzava la prima classe poteva fare un viaggio decoroso al contrario della terza “scoperta” ed in balia del fumo e delle scintille. Fu addirittura introdotta per la tratta da Civitavecchia a Montalto la IV classe…

Tornando ai nostri giorni, le ferrovie sono fonte di continue lamentele, ma non dobbiamo dimenticare che hanno permesso la comunicazione di idee, storie e culture ancora prima dell’unificazione geografica.

L’ importante – comunque – è che non ritorni ad essere  una “macchina infernale”!

Claudia Tisselli

 

Ponte delle quattro porte

Treno papale del 1858

2 Comments for “Quando occorreva il passaporto per andare a Firenze”

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  1. 1. Comitato Pendolari di Civitavecchia e Santa Marinella » Quando occorreva il passaporto per andare a Firenze

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