Genus Centumcellae
Cultura a Civitavecchia, investimento sul futuro della città.
Su “La Repubblica” del 25 gennaio 2012, pp.56-57, leggo alcuni interessanti articoli che descrivono il nuovo Museo di Bologna, conclusione del progetto “Genus Bononiae”, iniziato nel 2001 dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna (benedette fondazioni bancarie che tanto fanno per la cultura). In dieci anni si è creato un sistema museale imperniato su diversi edifici: Sala della musica, Biblioteca storica, addirittura la ricostruzione di un’osteria del Seicento. Tutto esalta e fa conoscere ai bolognesi e ai turisti la storia e la cultura bolognese. Particolare attenzione è dedicata ai bambini a cui fa da guida un etrusco, in cartone animato, con la voce di Lucio Dalla.
Altro articolo, “La Repubblica “ di oggi 9 febbraio, p. 40, titolo: “Ricchezza e lavoro così la cultura aiuterà il mercato”. VI leggiamo che il 2,6% del PIL nazionale è prodotto dalla cultura che occupa 1,4 milioni di lavoratori, che la domanda del settore nel 2011 è aumentata del 4%, ecc. ecc.
A Civitavecchia fra tre mesi si voterà per la nuova amministrazione. Le candidature sono più o meno definite. Dei programmi delle coalizioni sui giornali locali nemmeno l’ombra. I navigati politici dichiarano che bisogna ascoltare le voci che giungono dalla “Società civile”, dalle associazioni, da coloro che fanno volontariato a favore della città. Nel mio piccolo, da presidente della Società Storica con oltre 300 soci, credo di appartenere a questa realtà, all’attivo numerose pubblicazioni sulla città, convegni, interventi sui giornali e in tv in sette anni di vita. Nessuno mi ha chiamato eccetto il sindaco Moscherini per propormi un posto da consigliere nella Fondazione della Cultura cittadina, ente che non so se decollerà mai. Nient’altro. Un parere, un consiglio, un’idea, nulla. Forse perché è gratuito non interessa. Preciso che non sono interessato a nessuna candidatura, che già mi sono state offerte.
Certo, pecco di immodestia proponendomi ai nostri politici che sappiamo oltremodo consci di quello che occorre alla Città, lo dimostrano gli anni passati. Inoltre parlo di Cultura e l’idea che essa non crei ricchezza e lavoro è dura a morire. Però essendo arrogante, vorrei dire la mia sul futuro culturale della città. Non servono annunci, cattedrali nel deserto. Serve assolutamente una programmazione culturale seria e che si dipani negli anni, con obiettivi ambiziosi.
Restando nel mio campo, non voglio invadere quello degli altri operatori di cultura, è assolutamente necessario il Museo della Città in cui siano raccolte la Galleria Calamatta, gigantesco esempio dell’indifferenza dei nostri politici per la Cultura, le raccolte archeologiche, le testimonianze reali e virtuali dei grandi personaggi che hanno avuti rapporti con la Città, da Traiano a Stendhal, da Leonardo a Marconi.
Quello che hanno fatto a Bologna può essere ripreso, nei suoi giusti confini, a Civitavecchia per esaltare quel “Genus Centumcellae”, insomma la “civitavecchiesità”, che può trasformarsi in un bel prodotto da offrire e, perché no, da vendere ai tanti visitatori della città. Bisogna tutti rimboccarsi le maniche e comprendere che Civitavecchia vanta un immenso giacimento culturale che aspetta solo di essere sfruttato con amore ed intelligenza.
La Società Storica è pronta per questo e credo l’abbia già ampiamente dimostrato.
Enrico Ciancarini - Presidente Società Storica Civitavecchiese






